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D. 29/03/2006 n. 89

1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 25.820.000,00 euro costituisce il limite di spesa dell'intervento ed è fissato in relazione all'ammontare del quadro economico dell'opera sintetizzato nella precedente «presa d'atto».

1.3. Le prescrizioni di cui al punto 1.1, proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella relazione istruttoria e alle quali resta subordinata l'approvazione del progetto in questione, sono riportate nell'allegato che forma parte integrante della presente delibera. Le raccomandazioni sono riportate nel medesimo allegato: qualora il soggetto aggiudicatore ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà al riguardo puntuale motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso, misure alternative.

2. Copertura finanziaria.

2.1. La decisione circa l'assegnazione di contributi a carico delle risorse destinate all'attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche viene rinviata alla fase di approvazione del progetto definitivo. Tale decisione sarà adottata anche tenendo conto degli esiti delle ulteriori analisi sul traffico previste nell'ambito delle «prescrizioni di carattere generale» di cui al citato allegato.

2.2. Contestualmente al progetto definitivo dell'intervento approvato al punto 1 della presente delibera il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sottoporrà a questo Comitato - ai sensi dell'art. 16 del decreto legislativo n. 190/2002, come sopra integrato e modificato -il progetto definitivo delle opere indicate con asterisco nell'ambito delle «prescrizioni di carattere archeologico-architettonico e paesaggistico» di cui al citato allegato e preciserà le fonti di copertura del relativo costo.

3. Assegnazione CUP. Il soggetto aggiudicatore è tenuto a richiedere il CUP (codice unico di progetto) entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale. Il CUP assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, dovrà essere evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera.

4. Disposizioni finali.

4.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare approvato con la presente delibera.

4.2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di approvazione della progettazione definitiva, provvederà alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni che debbono essere recepite in tale fase. Il soggetto aggiudicatore procederà alla verifica delle prescrizioni che debbono essere attuate nelle fasi successive, fornendo assicurazione al riguardo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e curando, tra l'altro, che le prescrizioni da assolvere nella fase di cantierizzazione siano inserite nel capitolato speciale di appalto e poste a carico dell'esecutore dei lavori. Il suddetto Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.

4.3. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - lo svolgimento di accertamenti anche nei confronti degli eventuali subcontraenti e subaffidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, e forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.

Roma, 29 marzo 2006 Il Presidente Berlusconi Il Segretario del CIPE Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 30 novembre 2006 Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 6 Economia e finanze, foglio n. 294 Allegato (delibera n. 89/2006) PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Prescrizioni di carattere generale. Si prescrive che in corrispondenza tra la nuova infrastruttura in progetto e la rete viabilistica agricola (sentieri, percorsi e strade campestri) dovrà essere garantita la continuità di percorso di quest'ultima, attraverso la realizzazione di sottopassi e/o sovrappassi di adeguata dimensione. Nello sviluppo del progetto definitivo, dovranno essere sviluppate le seguenti integrazioni dell'analisi del traffico: definizione di un quadro sintetico della domanda attuale e futura potenzialmente interessata dall'infrastruttura; sviluppo degli scenari di offerta futuri in assenza e presenza del nuovo collegamento. Si prescrive di non realizzare la rotatoria al km 2+290 (svincolo 2). Tale intersezione potrà essere successivamente oggetto di realizzazione al momento dell'attuazione dell'intervento relativo al collegamento tra la variante di Cisano Bergamasco e la ex s.s. n. 342 in comune di Pontida. Prescrizioni di carattere progettuale. Si prescrive lo spostamento del tracciato della variante di Cisano in corrispondenza dell'area di Cascina Broseta con una traslazione più a sud della rotatoria di innesto sulla s.p. n. 169 secondo quanto indicato nell'allegato Al annesso alla «Valutazione tecnica del progetto» di cui alla D.G.R. n. VII/19110 del 22 ottobre 2004. In comune di Cisano, si dovrà spostare il tracciato della variante di Cisano Bergamasco, tra le sezioni 10 e 22, di circa 25 metri più ad est. In comune di Cisano, in riferimento alla variante di Cisano Bergamasco, dalla sezione 11 alla sezione 12, si dovrà ampliare una luce di 10 m e un'altezza di 5,5, il sottopasso di via Colombera di sotto, al fine di poter sviluppare la suddetta via con la viabilità locale alla zona industriale. In comune di Villa D'Adda, si dovrà adeguare il ponte esistente sul torrente Sonna lungo la s.p. n. 169. In comune di Villa D'Adda, si dovrà adeguare l'incrocio della s.p. n. 169 con la ex s.p. n. 342 in prossimità dell'attraversamento sul fiume Adda. In comune di Villa D'Adda, si dovrà adeguare il tratto della s.p. n. 169 in località Boschetto e l'innesto con la via per Odiago. In particolare il quadro economico dovrà comprendere, tra le somme a di- sposizione, idonee somme a tal fine dedicate. La provincia di Bergamo dovrà farsi carico di inserire nella propria programmazione tali interventi, per i quali si dovrà procedere alla progettazione e attuazione. Prescrizioni di carattere ambientale. Reti idriche. Con riferimento all'attraversamento del torrente Sonna, dovranno essere ricercate le soluzioni idonee alla valorizzazione ambientale dell'ambito attraversato, facendo riferimento al progetto di recupero spondale contenuto nello studio per il Piano di coordinamento provinciale di Bergamo. Si dovrà preservare la continuità dei corsi d'acqua e dei singoli elementi interferiti dal tracciato stradale, con particolare riferimento a fontanili e pozzi, che rappresentano una peculiarità idrogeologica ed idrologica di valore ed interesse storico, oltre che fondamentale elemento nell'equilibrio idraulicoirriguo. Misure di mitigazione. Dovranno essere affrontati i molteplici aspetti connessi alla progettazione delle misure di mitigazione degli impatti generati dalla realizzazione dell'opera garantendo, in linea generale, un'elevata qualità progettuale, realizzativa e manutentiva. A tal fine, il proponente dovrà definire, in forma coordinata, tipologie, quantità e costi complessivi (inclusa la manutenzione e la gestione) delle opere di mitigazione proposte. Tutti gli interventi di inserimento ambientale e mitigazione paesistica dovranno assumere come riferimento i contenuti del Piano territoriale di coordinamento della provincia di Bergamo e dei singoli enti urbanistici comunali. In particolare, relativamente alle mitigazioni delle componenti «paesaggio», «sistema agricolo» e «ambiente biotico», si richiede di: prevedere una fascia di protezione arborea e arbustiva di profondità adeguata tra l'infrastruttura e le aree agricole circostanti; nei tratti prossimi ad edifici residenziali e/o rurali abitati dovranno inoltre essere valutati interventi di mascheramento e mitigazione mediante fasce arboree (non in filare) di adeguata ampiezza e/o dune con copertura vegetale. A tal proposito, si suggerisce l'impiego di moduli a sesto d'impianto diversificato, utilizzando specie arboree ed arbustive a differente stadio di sviluppo, al fine di assecondare l'evoluzione di dette fasce in chiave naturalistica. Le essenze arboree autoctone, anche di alto fusto, dovranno avere altezza minima di 3 metri e dovranno essere poste a dimora a gruppi di almeno 4/5 elementi ciascuno; eseguire in terventi di maturazione dell'attraversamento in più punti del torrente Sonna (viadotto 220 m), mediante: rimodellazione, recupero e consolidamento delle sponde, mediante interventi di ingegneria naturalistica e rinverdimento; ricostruzione della struttura ecologica, con potenziamento vegetale arboreoarbustivo ripariale; prevedere un adeguato numero di sottopassaggi e/o soprapassaggi idonei a garantire agli operatori agricoli ed ai loro mezzi di accedere ai fondi rurali interclusi dal tracciato stradale e/o separati dal complesso aziendale. A tal fine si suggerisce di prevedere, laddove possibile, la realizzazione di passaggi da adattare e accomunare alle esigenze della rete ecologica (passaggi faunistici) e della rete idrica; analogamente, all'imbocco della galleria, dovranno essere adottati sistemi atti a limitare i danni da caduta della fauna terrestre. La progettazione dei passaggi faunistici dovrà prestare particolare attenzione ai dettagli, per assicurare l'indispensabile efficienza anche ai manufatti di minori dimensioni e sviluppare accorgimenti e tecniche costruttive che ne assicurino la multifunzionalità, estendendo il ventaglio di specie animali che possono fruire dell'opera. Essa dovrà inoltre assicurare la protezione contro le fonti di disturbo generate dall'infrastruttura. Per la realizzazione dei soprapassaggi sono inoltre indispensabili: uno strato sufficiente (50 cm circa) di terreno naturale di riporto, con substrato diversificato; strutture d'invito per il collegamento alla rete ecologica (margini boschivi, siepi, recinzioni); pareti di protezione visiva e fonica su entrambi i lati, con altezza 1,5-2 m; definire idonee misure di salvaguardia della rete ecologica esistente e di implementazione degli elementi presenti sul territorio (filari, siepi, alberi isolati, vie d'acqua, ecc.). Gli spazi residuali tra l'infrastruttura e gli ambiti boscati esistenti dovranno essere inerbiti e rimboschiti utilizzando specie erbacee, arboree e arbustive autoctone; prevedere il modellamento naturaliforme delle aree adiacenti all'infrastruttura o in altre posizioni schermate dalle immissioni, per realizzare biotopi secondari di collegamento e integrazione delle reti ecologiche; i previsti interventi di recupero e/o riqualificazione ambientale dovranno seguire i criteri di cui alla D.G.R. n. 48740 del 29 febbraio 2000 (tecniche di ingegneria naturalistica); in riferimento alla realizzazione di barriere antirumore si raccomanda, per quanto possibile e compatibilmente con le risultanze degli studi sul rumore, di evitare la realizzazione di pannelli fonoassorbenti trasparenti, hi sostituzione, si consiglia l'uso di muri vegetati o di pannelli in legno. Ove siano previsti pannelli o finestre trasparenti si prescrive, per evitare la mortalità da impatto dell'avifauna, l'apposizione di sagome di tipo «falco» da collocarsi con densità utile allo scopo (circa alla distanza di 10 cm l'una dall'altra). Relativamente ai potenziali impatti sul pSIC «Palude di Brivio», si prescrive di: limitare in adiacenza al pSIC, se possibile, la fase di cantiere al periodo agosto/ gennaio, escludendo i lavori nel periodo febbraio/luglio. Ciò al fine di ridurre il disturbo alla riproduzione della fauna selvatica; garantire, per le opere di mitigazione e ricostruzione degli habitat, una elevata qualità progettuale e realizzativa assicurando, per un congruo periodo, la relativa manutenzione; sviluppare un adeguato progetto di riconnessione tra il pSlC e l'area boscata esterna. Relativamente alla mitigazione degli impatti acustici: si dimensionino le misure di mitigazione per garantire in via previsionale il requisito minimo inderogabile del rispetto dei limiti di rumore fissati dal decreto del Presidente della Repubblica n. 142/2004; in particolare, si forniscano le specifiche dimensionali delle barriere previste; nella pavimentazione stradale siano impiegati materiali idonei a ridurre ulteriormente l'impatto acustico. Mitigazione dell'inquinamento luminoso: valutare adeguate alternative all'impianto di illuminazione al fine di individuare la soluzione progettuale di minor impatto sulla fauna locale; ove possibile, per contenere l'inquinamento luminoso si dovrà ridurre l'altezza delle torrifaro (prevista in 20-30 m) . Compensazioni ambientali. Le opere di compensazione ambientale dovranno applicarsi ad un territorio più vasto rispetto a quello che comprende l'infrastruttura. A tal fine dovrà essere sviluppato un progetto di compensazione organico, completo di schemi progettuali; per definire le misure compensative si dovrà: effettuare un attento censimento delle aziende agricole interferite dal tracciato, corredandolo di tutti i principali dati (consistenza, tipologie di colture, ecc.). La ricognizione dovrà essere completata dalle analisi e da tutte le valutazioni necessarie a definire in modo puntuale le sofferenze del comparto ed i possibili interventi di riqualificazione; verificare, con riferimento alle aziende intercettate le cui aree di proprietà risultino frazionate in modo tale che le attività produttive non possano essere più economicamente convenienti, la possibilità di acquisizione dei lotti residui e/o interclusi, destinando l'area a riqualificazione agro-forestale; quantificare le superfici da disboscare, individuare quelle da rimboschire ed i siti ove effettuare le relative compensazioni, in ottemperanza a quanto disposto dal decreto legislativo n. 227/2001 e dalla delibera di Giunta regionale 1° agosto 2003 n. VII/13900; assicurare la vitalità di tutte le essenze arboree, arbustive e erbacee, di nuovo impianto. A questo scopo il proponente dovrà effettuare una verifica nei tre anni successivi alla semina, con obbligo di sostituzione nel caso di fallanza. Piani di monitoraggio. I contenuti dei piani di monitoraggio di seguito prescritti dovranno essere concordati con le strutture delle A.R.P.A. territorialmente competenti, alle quali andranno altresì trasmessi i risultati delle attività di misurazione condotte sul territorio per le vantazioni di merito. Rumore e vibrazioni. Dovrà essere predisposto un programma di monitoraggio acustico post operam finalizzato a verificare il rispetto dei limiti di rumore, l'efficacia delle misure di mitigazione previste e, se necessario, il dimensionamento di ulteriori. Il programma dovrà specificare localizzazione e modalità delle misure; la sua durata dovrà essere commisurata alla complessità e numerosità delle rilevazioni fonometriche da eseguire. Qualità dell'aria. Dovrà essere condotto un monitoraggio degli inquinanti sia prima dell'intervento che nella fase di cantiere e di esercizio. pSIC «palude di Brivio» . Dovrà essere elaborato un progetto di monitoraggio degli effetti indotti dall'infrastruttura sugli habitat e specie segnalati nelle schede Natura 2000 (e relativi aggiornamenti) del pSIC «Palude di Brivio» Indagini di maggior dettaglio. Rumore e vibrazioni. Approfondire l'analisi dell'impatto acustico ed in particolare individuare singolarmente, in una fascia di ampiezza pari a quella di pertinenza fissata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 142/2004, estensibile al doppio in caso di recettori particolarmente sensibili, recettori presenti; essi dovranno essere caratterizzati per destinazione d'uso, sensibilità, posizione rispetto al tracciato in progetto, altezza e numero dei piani. Stimare puntualmente, in corrispondenza delle facciate degli edifici ed all'altezza dei singoli piani, i livelli di rumore ante e post operam dovuti all'infrastruttura in progetto e gli incrementi rispetto alla situazione ante operam. Stimare l'Insertion Loss delle mitigazioni previste utilizzando, come stabilito dalla D.G.R. n. 7/8313, modellizzazioni con e senza le misure mitigative. Laddove i livelli di rumore previsti post operam al recettore, per quanto rispettosi dei limiti del decreto del Presidente della Repubblica n. 142/2004, fossero notevolmente incrementati rispetto ai livelli ante operam, si valuti l'opportunità, in base a considerazioni costo/beneficio ed alla sensibilità del recettore, di mitigare ulteriormente per contenere l'incremento dei livelli di rumore tra ante e post operam. Qualità dell'aria. Dovranno essere valutati gli effetti della nuova infrastruttura sulla qualità dell'aria con riferimento all'incremento del traffico, al traffico residuo sul tracciato urbano di Cisano Bergamasco (che non è solo di attraversamento), alle ricadute al suolo, soprattutto in relazione alla specificità dei luoghi ed ai ricettori sensibili, con particolare attenzione agli imbocchi della galleria. Tutela delle acque. Dovranno essere indicati i recapiti delle acque meteoriche e le acque di dilavamento, da sottoporsi a trattamento di dissabbiattura/disoleazione. Geologia ed idrogeologia Il SIA dovrà essere integrato con i dati contenuti negli studi geologici dei comuni di Cisano Bergamasco e Pontida. Le indagini e gli approfondimenti da produrre non potranno prescindere da quanto prescritto nelle norme geologiche collegate alle classi di fattibilità assegnate ai tenitori attraversati dall'infrastruttura. Dovrà essere preso in considerazione il quadro del dissesto, con particolare riferimento a quello illustrato dagli studi ex legge regionale n. 41/1997 di cui sopra e al «Censimento dei dissesti - Carte inventario dei fenomeni franosi in scala 1:10.000 ed archivio delle segnalazioni storiche» della Direzione generale territorio e urbanistica, dal quale risultano almeno due corpi franosi, con diverso grado di attività, localizzati presso Odiago, nel comune di Pontida. La carta geomorfologica dovrà quindi essere nuovamente redatta comprendendo anche il quadro relativo alla dinamica geomorfologica ovvero ai dissesti presenti in un significativo intorno rispetto al tracciato stradale. Dovranno essere approfonditi gli aspetti idrogeologici, anche mediante la predisposizione di un'apposita carta idrogeologica che contenga: i punti di captazione di acque sotterranee presenti sul territorio distinti per tipologia, con particolare riferimento a quelli (pozzi e/o sorgenti) utilizzati ad uso idropotabile, riportando per quest'ultimi anche le zone di tutela assoluta e di rispetto; le linee isofreatiche e gli assi principali di drenaggio, con indicazione della serie storica di misurazioni utilizzata, integrata con misurazioni appositamente effettuate. Dall'analisi dei suddetti dati raccolti dovrà essere dedotta la vulnerabilità del l'acquifero e dovranno essere valutate le possibili interferenze tra l'infrastruttura e la falda, soprattutto in corrispondenza delle opere interrate. Qualora l'opera interferisca con la zona di rispetto delle captazioni ad uso idropotabile, la progettazione dovrà essere conforme alle disposizioni di cui alla delibera di Giunta regionale 10 aprile 2003 n. 7/12693. Rispetto alla sismicità del territorio, si fa presente che ai sensi dell'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2003 n. 3274, e successive modifiche e integrazioni, i comuni di Cisano Bergamasco e Pontida, inseriti in zona 4, risultano «a bassa sismicita». Ricadendo peraltro l'opera in progetto tra le «opere infrastrutturali di competenza statale che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso » (decreto del Capo del Dipartimento della Protezione civile 21 ottobre 2003), ai sensi dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2003 n. 3274, si rammenta che la società proponente è tenuta all'obbligo dell'applicazione, in fase di progettazione, delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica allegate alla predetta ordinanza, con le modalità indicate dalla medesima. Il «Programma di indagini», illustrato nella Relazione geologico geotecnica, dovrà essere integrato nel seguente modo: attrezzare tutti i fori di sondaggio con piezometro; prevedere l'esecuzione di almeno un sondaggio sul corpo di frana quiescente indivie. Carte inventario dei fenomeni franosi ad ovest di loc. Odiago, da attrezzare con un clinometro; effettuare i sondaggi in corrispondenza delle pile del ponte e del viadotto, in modo da accertare l'effettivo spessore degli orizzonti limoso- argillosi e la tipologia dei depositi ad essi sottostanti; prelevare i campioni di limi e argille da inviare alle analisi di laboratorio (prove di taglio, edometriche, ecc) facendo in modo che risultino indisturbati; i campionamenti e le prove di laboratorio dovranno essere infittiti soprattutto ove i suddetti depositi vadano ad interferire con le fondazioni delle opere e in particolare con le pile del ponte e del viadotto. Tutte le indagini dovranno essere individuate su un apposito elaborato cartografico; dovranno essere verificate le eventuali interferenze tra l'infrastruttura e le fasce fluviali B e C del fiume Adda, riportandole sugli elaborati di progetto. Qualora le fasce siano già state recepite all'interno dello strumento urbanistico, la verifica (ed anche la trasposizione sugli elaborati di progetto) dovrà essere effettuata prioritariamente sulla base di quest'ultimo. Accertato quanto sopra, si ricorda che la progettazione delle opere eventualmente interferenti con le fasce fluviali dell'Adda dovrà risultare conforme alle norme di attuazione del «Piano stralcio per l'assetto idrogeologico del bacino idrografico del fiume Po» (PAI), ed in particolare dell'art. 38, comma 1, e quindi alla «Direttiva contenente i criteri per la valutazione della compatibilità idraulica delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico all'interno delle fasce A e B»; per le nuove opere di attraversamento (ponte e viadotto sul torrente Soma) dei principali elementi del reticolo idrografico non oggetto di delimitazione delle fasce fluviali nel PAI e del reticolo idrografico minore, dovrà essere effettuata la valutazione di compatibilità idraulica. Essa dovrà essere redatta conformemente ai contenuti della «Direttiva contenente i criteri per la valutazione della compatibilità idraulica delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico all'interno delle fasce A e B», approvata con deliberazione del Comitato istituzionale dell'11 maggio 1999 n. 2, in ottemperanza alle disposizioni del PAI riportate all'art. 19, comma 1, delle N.d.A. e secondo le metodologie di studio contenute negli allegati 3 e 4 alla D.G.R. 29 ottobre 2001 n. 7/6645; dovranno essere approfonditi gli impatti sulle componenti suolo, sottosuolo ed acque sotterranee, con particolare riferimento alla parte terminale del secondo tratto che si connette con la s.p. n. 169, ove il flusso di falda è influenzato dalla presenza di una componente centripeta rispetto all'Adda. In riferimento al pSIC «palude di Brivio»: dovrà essere predisposta documentazione di maggior dettaglio, redatta in conformità a quanto indicato nell'allegato G al decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997 e dell'allegata D alla D.G.R. n. 7/14106 dell'8 agosto 2003, facendo riferimento alla guida metodologica della D.G. Ambiente della Commissione Europea. Tale documentazione dovrà assumere le risultanze degli studi conoscitivi degli habitat e della fauna effettuati dalla provincia di Bergamo, individuando ed approfondendo adeguatamente gli impatti diretti e indiretti sul pSIC, oltre a quelli cumulativi dovuti alle opere in programma, sviluppando il complesso di proposte di interventi di mitigazione. In particolare, dovranno essere affrontati i seguenti temi: approfondimento degli effetti, diretti ed indiretti che l'intervento può provocare, singolarmente e congiuntamente ad altri interventi, sugli habitat e sulle specie, tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei pSIC e facendo riferimento ai recenti studi effettuati dalla provincia di Bergamo nell'ambito del monitoraggio degli habitat e della fauna nel pSIC e SIC; valutazione, sia in fase di cantiere che di esercizio, degli impatti generati (rumore, polveri, inquinamento atmosferico, sversamenti accidentali di sostanze inquinanti, inquinamento luminoso) su habitat e specie del pSIC, anche in relazione agli effetti cumulativi di altri interventi infrastrutturali e di altri cantieri operanti in contemporanea; migliore inquadramento del progetto di mitigazione degli impatti rispetto alle specifiche esigenze ecosistemiche e faunistiche dell'area ed alle specifiche sensibilità locali; esso dovrà essere peraltro coordinato con l'ente gestore del pSIC; predisposizione di un adeguato monitoraggio ex ante, ex post ed in fase di cantiere degli impatti generati sugli habitat e sulle specie. Si raccomanda infine: negli ambiti posti all'interno del perimetro del Parco regionale Adda Nord, l'utilizzo del territorio agricolo e forestale in fase di cantiere dovrà essere limitato allo stretto necessario; dovranno essere altresì attuati tutti gli interventi atti a contenere le emissioni inquinanti (segnatamente le polveri) e gli eventuali sversamenti di inquinanti al suolo; nella fase di costruzione dell'opera, occorrerà prevedere interventi volti alla salvaguardia delle superfici boscate confinanti con l'area di cantiere ed alla conservazione della struttura dei suoli. Al termine della costruzione, occorrerà prevedere interventi di ripristino e valorizzazione ambientale mediante inerbimenti delle scarpate viarie, delle aree interessate dai cantieri e delle piste di accesso ai cantieri dei materiali asportati con lo scotico; dovrà essere perseguito l'obiettivo di massimizzare il riutilizzo e il recupero del materiale da scavo, smaltendo solo la parte residua non recuperabile. Per quanto riguarda il riutilizzo di terre e rocce da scavo al di fuori della normativa sui rifiuti, dovranno essere rispettate le condizioni di cui all'art. 8, comma 1, lettera f-bis) del decreto legislativo n. 22/1997. di prestare particolare attenzione agli effetti cumulativi dell'opera con altri interventi infrastrutturali in programma, coordinando sia la cantieristica che il progetto di mitigazione e compensazione. Accorgimenti per il contenimento delle polveri nelle fasi di cantiere: operazioni di produzione, movimentazione e stoccaggio del materiale; agglomerazione mediante umidificazione, movimentazione con scarse altezze di getto, basse velocità di uscita e contenitori di raccolta chiusi; stoccaggio del materiale solido polverulento in sili; movimentazione con trasporti pneumatici presidiati da filtri (dotati di sistemi di controllo dell'efficienza) in grado di garantire valori d'emissione di IOmg/Nmc; copertura e umidificazione del materiale sciolto in caso di vento superiore ai 5 m/s; utilizzo di tramogge o nastri trasportatori dotate di carter; schermatura dell'impianto di betonaggio; produzione del calcestruzzo e carico delle autobetoniere tramite dispositivi chiusi collegati a un sistema di abbattimento delle polveri con filtro a tessuto; stoccaggio e movimentazione degli inerti; umidificazione; applicazione di additivi di stabilizzazione del suolo; formazione di piazzali con materiali inerti ed eventuale trattamento o pavimentazione delle zone maggiormente soggette a traffico; copertura dei nastri trasportatori e abbattimento a umido in corrispondenza dei punti di carico/scarico; sistemi spray in corrispondenza dei punti di carico/scarico e trasferimento; mezzi di trasporto: ottimizzazione D.CIPE 29/03/2006 n. 89 – 1° progr. infr.strat. (L.443/01) Collegamento Lecco-Bergamo: variante. dei carichi; postazione di lavaggio dei mezzi in uscita; la velocità sulle piste di cantiere dovrà essere limitata a 30 km/h; copertura dei mezzi di trasporto; adozione di sistemi di carico del carburante in circuito chiuso dall'autocisterna al serbatoio di stoccaggio; durante la fase di riempimento dei serbatoi degli automezzi dovranno essere utilizzati sistemi d'erogazione dotati di tenuta sui serbatoi con contemporanea aspirazione ed abbattimento dei vapori con impianto a carboni attivi; aree di cantiere: periodica bagnatura dell'area e delle strade di cantiere; uso di pannelli o schermi mobili e di barriere antipolvere nel delimitare le aree dei cantieri; punti di emissione a breve distanza (&60; 50 m) da aperture locali abitabili dovranno, se possibile, avere altezza maggiore a quella del filo superiore dell'apertura più alta. Prescrizioni di carattere archeologico - architettonico e paesaggistico. Tutti i lavori di scavo, anche di minima entità (comprensivi di pozzetti, plinti, sbancamenti, aree di cantiere, ecc.), dovranno essere effettuati con assistenza archeologica da parte di ditta archeologica specializzata, che operi sotto la direzione della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia. In fase di progettazione definitiva si dovrà: individuare soluzioni tecniche che prevedano lo spostamento della rotonda di svincolo n. 2 al di fuori dell'ambito sottoposto a disciplina di tutela paesistica in forza del DPRG 8 novembre 1979; prevedere un unico attraversamento ortogonale del torrente Somma e la realizzazione del tratto compreso tra gli svincoli 2 e 3 (prevalentemente nel tratto di Pontida) di maggiore sensibilità sotto il profili paesistico, limitando il più possibile manufatti in vista sul versante di Odiago, compatibilmente con le caratteristiche geologiche del sito e con la presenza dell'abitato; porre particolare cura nella progettazione delle opere di mitigazione e nella qualità dei manufatti architettonici ed ingegneristici. Gli elaborati progettuali di recepimento, in fase esecutiva, dovranno essere sottoposti alla verifica di ottemperanza da parte della Soprintendenza di settore.

 

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